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Tradizione

Le tradizioni popolari, cioè l’insieme delle credenze, delle usanze, dei comportamenti privati e sociali tramandati per generazioni, sono profondamente e rapidamente cambiate con il radicale mutamento delle condizioni di vita, di lavoro, di mentalità introdotto dall’industrializzazione. Per il nostro territorio si può aggiungere che la spinta alla modernizzazione dello stile di vita è stata così forte (soprattutto negli anni 60 e 70) che, per un certo periodo, si è fatto di tutto per eliminare ogni traccia di matrici contadine dalla vita quotidiana: ed ecco le casette nuove con le tapparelle, la distruzione o dispersione di mobilio e attrezzature secolari in cambio di formica e plastica, la rimozione della lingua dialettale per un italiano povero, incolore, mai assimilato del tutto.

Negli ultimi anni si vede uno sforzo per recuperare le tradizioni, magari per caratterizzare una sagra o una festa di paese o per valorizzare un prodotto tipico, ma molto resta ancora da fare perché, in questo settore come in altri,la Valpolicellaregistra una grande varietà e ricchezza che  sta irreparabilmente morendo insieme con gli ultimi testimoni di un mondo che, pur essendo sopravvissuto fino a qualche decennio fa, ci sembra perso nella notte dei tempi.

Per una sintetica presentazione delle principali e più tipiche tradizioni popolari della Valpolicella è utile servirsi di due sequenze temporali: il ciclo della vita e il ciclo dell’anno.

Cucina

Esiste una certa difficoltà nel ricostruire la fisionomia completa della cucina tipica della Valpolicella e non solo perché fin dalla prima urbanizzazione anni ’60 si è fatto di tutto per togliere qualsiasi odore contadino al nuovo benessere. Il fatto è che la Valpolicella si trova solamente a una decina di chilometri dalla città e ha …

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Il ciclo della vita

Nelle famiglie molto numerose del passato l’evento della nascita non era niente di eccezionale: le donne di casa e le vicine per qualche giorno si mettevano al servizio della puerpera e poi, a parte la quarantena, le cose riprendevano come sempre. Il neonato veniva battezzato molto presto, quasi sempre il nome era quello dei nonni: …

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Il ciclo dell’anno

L’anno agrario cominciava e finiva l’11 novembre, San Martino, giorno del rinnovo dei contratti agrari e quindi dei traslochi, giorno di paga e perciò di festa per i famigli, ragazzi di povera famiglia a servizio nelle aziende più grandi per vitto, alloggio e poco più. Il mese di novembre era dedicato all’aratura e alla semina del grano, …

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Il vino nella tradizione popolare

Come per molte altre tradizioni, anche per il vino vale la regola dei Santi, cioè le date significative sono quelle di feste religiose importanti: si vendemmiava intorno alla Madonna del Rosario (prima domenica di ottobre), intorno all’Immacolata (8 dicembre) si pigiava l’uva del recioto che veniva imbottigliato il Venerdì Santo. Se per noi oggi sembra …

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La vendemmia, qualche decennio fa

Della vendemmia oggi ci accorgiamo perché da un giorno all’altro le strade si riempiono di trattori che trainano pile e pile di plateau di uva, poggianti su un pianale e due ruote malferme. Un tempo, prima dell’arrivo nelle campagne della moderna tecnologia, la vendemmia era uno dei più vivaci appuntamenti dell’anno agrario. La data di …

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Abitare in villa, qualche secolo fa

Da qualche decennio la Valpolicella è diventata il quartiere residenziale d’elezione di Verona: ville, villette, bi familiari o a schiera, hanno invaso colli e pendii per accogliere cittadini in fuga dal caos e dal traffico della città e in cerca di clima mite, aria, sole e tranquillità, tanto che più della metà della popolazione dei …

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Tromboni di Santa Maria

 Tromboni di Santa Maria

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1 comment

  1. Mario

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